Cos'è la Chirurgia Plastica La chirurgia plastica, a differenza di altre discipline finalizzate allo studio ed alla terapia di un singolo organo od apparato, non ha un campo di applicazione delimitato. Infatti essa, se da un lato è chirurgia cutanea e di superficie, dall'altro interviene anche sui tessuti profondi e sullo scheletro; se mira a restaurare le forme lese da eventi patologici o addirittura congenitamente abnormi, altresì essa tende a ripristinare le funzioni compromesse.
L'unità di questa materia si ritrova, nello spirito di ricercare costantemente risultati sempre più soddisfacenti e validi nel tentativo di ottenere un completo recupero morfo-funzionale dell'individuo.
Per questi motivi la Chirurgia Plastica pur essendo forse la più antica tra le specialità chirurgiche è anche una delle più moderne ed impegnate nello studio dei fenomeni biologici e nella continua evoluzione sia delle tecniche che delle loro possibili applicazioni.
Oggi il campo di applicazione della Chirurgia Plastica va dallo studio e terapia delle malformazioni esterne, soprattutto dell'estremo cefalico, dell'arto superiore, dei genitali, al trattamento di patologie acquisite specie di origine traumatica, quali le ustioni; dalla chirurgia oncologica a quella estetica.
Inoltre il chirurgo plastico si trova frequentemente a collaborare con specialisti di altre discipline nella terapia delle più varie patologie per la programmazione ed esecuzione del trattamento ricostruttivo.
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Nuovo elenco soci Sono compresi nel nuovo elenco i soci ordinari della SICPRE che hanno provveduto a registrarsi sul sito e che hanno autonomamente redatto il loro profilo. La pagina di profilo sarà in futuro implementata fino a costituire un vero e proprio sito web, per chi ne avesse necessità. E' comunque molto importante registrarsi per partecipare alle attività della società e per essere costantemente raggiunti dalle comunicazioni. In una fase transitoria verrà mantenuto anche il vecchio elenco soci, ma ci auguriamo che esso possa essere rapidamente sostituito da quello nuovo. Per ogni dubbio o difficoltà potete contattare il webmaster,
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23-24-25-26 Settembre, Siena
Centro Didattico Policlinico S. Maria alle Scotte
Presidente: Prof Carlo D’Aniello
Comitato Scientifico: Consiglio Direttivo Sicpre
Info: www.aimgroup.eu/2010/sicpre
Segreteria Organizzativa:
AIM Group - AIM Congress S.r.l.
Via Flaminia, 1068
00189 Rome (Italy)
Direct: +39 06 33053337
Fax: +39 06 33053229
Marienza Marguglio
Project Leader - Congress Division
m.marguglio@aimgroup.eu
di Andrea Grisotti, Presidente Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica - SICPRE
“Nei giorni scorsi, sulla stampa sono state pubblicate dichiarazioni alquanto avventate, secondo cui la tecnica di aumento di seno mediante lipofilling sarebbe pericolosa: in una mammella così trattata - si affermava - i normali esami diagnostici non riuscirebbero a evidenziare eventuali noduli tumorali.
La Sicpre smentisce nel modo più assoluto questa affermazione. L’efficacia degli esami diagnostici preventivi in una mammella sottoposta a lipofilling è, all’atto pratico, non dissimile da quella degli stessi esami in una non non operata. D’altronde è intuitivo: lipofilling significa aggiungere tessuto adiposo prelevato alla stessa paziente, uguale a quello già presente nel seno. Parlare di pericoli è eccessivo. Significa creare nel pubblico timori ingiustificati verso la chirurgia plastica. E significa anche creare aloni di sospetto intorno a una tecnica che oltre ad avere un grado di sicurezza anche superiore a quelle preesistenti, ha risvolti scientifici estremamente interessanti e densi di sviluppi che interesseranno tutta la chirurgia plastica. Il lipofilling applicato all’aumento di seno, nella sua versione avanzata, non è un semplice impianto di tessuto adiposo, ma una tecnica d’avanguardia, che prevede la concentrazione di cellule staminali somatiche che in questo tessuto sono particolarmente abbondanti. Le esperienze che si stanno facendo in questo settore contribuiscono all’integrazione tra chirurgia plastica e medicina rigenerativa, che sta aprendo orizzonti nuovi alla nostra disciplina”.
Protesi mammarie francesi difettose: Sicpre, niente allarmismi
Nota di Andrea Grisotti, Presidente Sicpre - Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
“In seguito a una dichiarazione dell’ AFSSAPS, Agenzia per la sicurezza sanitaria francese, si è diffuso l’allarme: sembra che le protesi mammarie prodotte negli ultimi nove anni dalla Pip, Poly Implant Prothèse, un’azienda transalpina, non siano a norma. Intanto conterrebbero al loro interno un silicone diverso da quello dichiarato e approvato e inoltre si deteriorebbero in un tempo che è la metà di quello previsto. Con la possibilità di rottura dell’involucro e versamento di silicone non sicuro. Le notizie sono ancora incomplete: sembra che si sia un’inchiesta aperta dalla Procura di Marsiglia; di sicuro c’è che le protesi Pip sono state ritirate dal mercato, e le autorità sanitarie hanno consigliato alle donne operate dopo il 2001 di contattare il proprio chirurgo. L’allarme, dalla Francia, sta passando in Italia, perché le protesi mammarie Poly Implant Prothèse erano importate anche nel nostro Paese. Alla luce di quello che si è saputo fino a questo momento non ci sono certezze di nessun tipo, e aspettiamo dati più sicuri. Nel frattempo, a nome della Sicpre, io consiglio a tutte le pazienti sottoposte a impianto di protesi mammarie negli ultimi nove anni, di rivolgersi al chirurgo che le ha operate e di chiedere tutte le specifiche delle protesi stesse: produttore, tipo, e ogni dettaglio identificativo. E’ una cautela per tutte, anche se è improbabile che si rendano necessari provvedimenti urgenti. Le pazienti prendano informazioni sui loro impianti con calma e serenità,mentre a noi chirurghi spetta il compito di chiarire quali problemi questi impianti possano dare. Inoltre, come Presidente Sicpre, sto inviando comunicazione a tutti i chirurghi plastici iscritti che dovessero aver utilizzato protesi Pip negli ultimi anni, di contattare le loro pazienti per le opportune verifiche. Non è il caso di fare allarmismo, ma queste sono misure cautelative dovute. Certamente una situazione come questa sarebbe più facilmente gestibile se fosse già in funzione l’anagrafe delle protesi mammarie fortemente voluta dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: la legge, alla cui stesura ha collaborato anche la Sicpre, è stata approvata, ma non ancora attuata. Ci auguriamo che il regolamento attuativo venga sbloccato al più presto. Se ci fosse già avremmo l’elenco preciso delle protesi applicate e avvertire le pazienti per un controllo sarebbe un’operazione semplice e veloce”.
In data 22 maggio 2009 si svolgerà la “Prima Giornata Nazionale della Chirurgia Plastica - OPEN DAY” la cui gestione verrà affidata ai Soci Ordinari SICPRE.
La giornata prevederà l’afflusso di cittadini presso strutture pubbliche e private i cui responsabili avranno aderito all’iniziativa.
La manifestazione nasce dall’esigenza primaria, da più parti richiamata, di riaffermare i valori culturali scientifici ed assistenziali della chirurgia plastica e della Società che ci rappresenta.
Verrà prodotto del materiale informativo/ pubblicitario nel quale sarà descritta l’attività che normalmente si svolge presso le nostre strutture così da rendere l’informazione ancora più completa ed incisiva.
La Sicpre ritorna sul problema dei filler
in occasione di un evento luttuoso accaduto lo scorso 17 aprile a New York e poco ripreso
dalla stampa italiana. L’episodio, riportato in un documentato articolo
del New York Times (http://www.nytimes.com/2009/04/17/nyregion/17silicone.html?_r=1) riguarda
la morte di una donna di 43 anni il giorno successivo a quello in cui le
era stato iniettato del silicone liquido come filler. Il silicone
stesso aveva provocato una embolia polmonare, mortale. La cosa grave è
che il filler le era stato iniettato da una cosmetologist, cioè
un’estetista. E ancora più grave è il sospetto che questo episodio sia
la punta dell’iceberg di un fenomeno che sta crescendo negli Stati
Uniti: cioè l’impianto di filler, tra i quali anche quelli assolutamente
vietati come il silicone liquido, da parte di personale non medico.
Fenomeno che sarebbe dovuto, negli strati più bassi della popolazione,
al desiderio di risparmiare e di avere risultati immediati.
In Italia
non risulta che siano accaduti o accadano episodi di questo genere, ma
poiché bisogna sempre guardare con attenzione quanto accade Oltreoceano,
prima che in qualche modo lo spirito di imitazione faccia danni, la
Sicpre ritiene opportuno ribadire che bisogna mantenere alta
l’attenzione sui filler.
Pertanto si
auspica che riprendano al più presto i lavori della Commissione del
Ministero della Salute per individuare una più sicura regolamentazione
su commercializzazione e applicazione dei filler. Una normativa più
rigorosa è sempre più necessaria sia per correggere storture e cattive
abitudini già esistenti, sia per prevenire possibili degenerazioni del
problema analogamente a quanto avvenuto negli Stati Uniti.
La Sicpre
rinnova inoltre alle pazienti che intendano sottoporsi a impianto di
filler, il consiglio di osservare le seguenti regole già diffuse in un
precedente comunicato:
- accertarsi
che il medico sia socio Sicpre oppure di una delle Società
Scientifiche firmatarie delle Linee Guida sui filler del 2008 (Sidemast,
Sime, Aida, Adoi, Sidco, Sidec, High Tech Dermo, Ddi, Aicef-Rcf),
perché come tale è tenuto a rispettare le Linee Guida stesse;
- chiedere
al medico sia l’etichetta della confezione del filler, sulla quale sono
indicati il tipo di filler iniettato, il lotto, la data di scadenza e il
produttore, sia un certificato da cui risultino la data dell’impianto e la
quantità di filler impiantata.
- Assicurarsi,
comunque, che non
si tratti di filler permanenti, ovvero non riassorbibili.
Roma, 15 gennaio 2009
Gli impianti di protesi mammarie e i di filler usati in medicina estetica presto cominceranno a essere censiti: ciò permetterà di conoscere con esattezza come e quante pazienti, si sottopongono ogni anno a aumento di seno e a impianti di filler (acido ialuronico, collagene eccetera) nel nostro Paese. Questo obbiettivo, fortemente voluto dal Sottosegretario al Welfare Francesca Martini, potrà essere raggiunto in tempi brevi grazie all’istituzione di una commissione di studio finalizzata a dare gli strumenti per un intervento legislativo in questo settore che si riunirà il prossimo 4 febbraio e alla quale la Sicpre partecipa in forma ufficiale.
La creazione della Commissione (che si occuperà di protesi mammarie, filler e stili di vita), e la partecipazione della Sicpre sono state decise ieri 14 gennaio 2009 dal Sottosegretario Francesca Martini durante un incontro con il Presidente Sicpre Carlo D’Aniello e il Tesoriere Sicpre Paolo Palombo.
La decisione del Sottosegretario Martini è un riconoscimento dell’autorevolezza scientifica e morale della Sicpre e del suo costante impegno nel promuovere il massimo rigore in chirurgia estetica.
Censire protesi mammarie e filler significherà sapere quanti interventi vengono fatti in Italia, su quali pazienti e in quali strutture: questo aumenterà il controllo su tali pratiche chirurgiche e aumenterà la sicurezza peri pazienti. E finalmente permetterà di avere cifre certe sugli interventi estetici che vengono compiuti ogni anno nel nostro Paese: cifre che oggi semplicemente non esistono, contrariamente a quanto accade in altri Paesi. Come per esempio gli Stati Uniti dove questi dati sono alla luce del sole e consultabili da chiunque sul sito web dell’Asaps (Società Americana di chirurgia plastica)
Ufficio Stampa Sicpre
sicpreufficiostampa@gmail.com
Per informazioni e contatti: Segreteria Sicpre tel. 081-292119
Roma, 4 dicembre 2008
La Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica esprime il suo plauso al progetto del Sottosegretario Francesca Martini di costituire una anagrafe delle protesi mammarie e dichiara di offrire tutta la sua collaborazione per realizzare tale iniziativa.
“In Italia, tutt’oggi non esiste un registro nazionale da cui risulti quanti e quali interventi di chirurgia plastica ed estetica vengano eseguiti ogni anno” ha dichiarato il prof. Carlo D’Aniello, Presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. “In altri Paesi questi dati sono pubblici e sempre aggiornati con grande precisione, basti consultare il sito web dell’Asaps, la Società americana di chirurgia plastica, per rendersene conto. Da noi nulla. Creare l’anagrafe delle protesi mammarie proposta dal Sottosegretario On. Francesca Martini significherebbe almeno cominciare a sapere con esattezza quanti interventi di mastoplastica additiva e/o ricostruttiva vengono eseguiti. Sarebbe il primo passo per uscire dal buio assoluto. Importantissimo, perché è assurdo che nel 2008 non si sappia quanti interventi plastici vengono eseguiti in Italia, né come, né dove, né con quali risultati. Questo favorisce la giungla, i comportamenti scorretti, l’improvvisazione e non ultimo il contenzioso. Da anni la Sicpre si batte per fare chiarezza e trasparenza in questo settore, ed è apprezzabile che finalmente un governo voglia mettere ordine in tale materia. Ne avrebbero vantaggi i cittadini, i pazienti, i medici e lo Stato Italiano”.
Ufficio Stampa Sicpre
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Domani, giovedì 20 e venerdì 21 novembre a Padova un convegno sulle potenzialità e le nuove frontiere dell’”organo adiposo”
Roma, 19 novembre 2008
L’adipe del corpo non va considerato un semplice tessuto: nel suo insieme è un organo “diffuso”, che ha importanti funzioni endocrine, un ruolo chiave in diverse patologie metaboliche, e sta suscitando grandi speranze nei ricercatori come “serbatoio” di cellule staminali.
Questo “nuovo” organo è l’oggetto di un convegno multidisciplinare che si apre domani a Padova e vede riuniti studiosi italiani e stranieri impegnati nei diversi settori di ricerca e clinica medica e chirurgica relativi all’adipe corporeo. Il convegno è: “Organo adiposo – dalla biologia cellulare alla clinica”.
Le grandi speranze in questo campo provengono dall’abbondanza di cellule staminali contenute nell’adipe (per ora si adoperano per correggere le cicatrici, ma la ricerca lavora in molte direzioni) e dalla possibilità di indirizzare le sue funzioni endocrine contro diverse alterazioni metaboliche. Ma non sono meno interessanti altri versanti del problema che verranno trattati: le patologie del tessuto adiposo, la terapia medica dell’obesità con le nuove possibilità farmacologiche, e naturalmente i diversi approcci chirurgici.
La chirurgia plastica ha molto da dire in materia: si va dal modellamento localizzato del grasso, alle asportazioni massive nell’obesità, all’autotrapianto di adipe a scopo estetico (seno, cicatrici, invecchiamento) con le diverse tecniche per renderlo sempre più efficace e stabile. Tra i molti relatori membri della nostra Società Scientifica, rappresentano ufficialmente la Sicpre il suo Segretario, Francesco D’Andrea, il Presidente uscente Mariano Bormioli e il Past President Giovanni Molea.
Il Convegno “Organo adiposo” (segreteria a.caldon@keycongress.com) si svolgerà da giovedì 20 a venerdì 21 novembre all’Auditorium Fidia di Abano Terme (Padova). Presieduto da Francesco Mazzoleni, Giuliano Enzi e Giovanni Abatangelo, è organizzato da Franco Bassetto, Luca Busetto e Vincenzo Vindigni.
Ufficio Stampa Sicpre
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Roma, 10 ottobre 2008 Comunicato stampa Sicpre
(Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica)
Roma, 10 ottobre 2008
La terapia con tossina botulinica, che oggi è quella di gran lunga più diffusa e praticata al mondo in campo estetico, è sicura: lo provano un gran numero di studi clinici effettuati e pubblicati negli ultimi 30 anni e il fatto che ormai è stata utilizzata da oltre un milione di persone presentando solo una minima percentuale di effetti collaterali comunque minimi e mai irreversibili. Inoltre i dati pubblicati rivelano che non aumenta il numero di reazioni avverse neanche in pazienti trattati per 10 anni di seguito. Questo giudizio riguarda anche la terapia botulinica contro problemi neurologici, in cui si usano dosi maggiori di tossina. E’ insomma un farmaco sicuro, a patto che venga somministrato solo da professionisti qualificati ed esperti, che abbiano ricevuto un training specifico: l’unico pericolo da cui bisogna guardarsi è l’uso improprio.
Questa è la posizione della Sicpre sull’impiego della tossina botulinica di tipo A, contenuta in una Position Statement condivisa con altre società scientifiche e presentata oggi a Milano dal prof. Nicolò Scuderi, coordinatore dell’iniziativa.
A rappresentare la Sicpre il prof. Andrea Grisotti, Presidente Eletto. “Adesso” ha affermato Grisotti, “bisognerà muoversi anche per far regolamentare meglio l’utilizzo off label della tossina botulinica. Mi spiego: oggi questo farmaco, a scopo estetico, ha una sola indicazione ufficiale, ovvero ammessa dall’Aifa, l’Agenzia del Farmaco. E cioè le rughe glabellari, quelle che si formano tra gli occhi. In realtà è certamente efficace anche per le rughe di altre zone del viso, ma il medico che le vuole trattare con tossina botulinica, lo fa off label, cioè fuori dall’indicazione Aifa. Può farlo, sia pure a condizioni che non sto a spiegare; ma si espone a qualche rischio. Ora bisognerebbe trovare regole nuove per le indicazioni della tossina botulinica, vista la sua incontestabile elevata sicurezza”.
Firmatari di questa Position Statement sono anche i Presidenti di altre Società Scientifiche formate da medici che utilizzano la tossina botulinica di tipo A: Agorà (Società di Medicina a Indirizzo Estetico), Aida (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali), Esrmf (Società Europea di Medicina Fisica e Riabilitazione), Sidec (Società Italiana di Dermatologia Estetica e Correttiva), Sime (Società Italiana di Medicina Estetica), Simfer (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione), Sin (Società Italiana di Neurologia), Sirn (Società Italiana di Riabilitazione Neurologica, Soi (Società Oftalmologica Italiana).
Ufficio Stampa Sicpre
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Roma, 28 settembre 2008
Ieri a Madrid è stata siglata un’importante e inedita intesa tra le più importanti Società di Chirurgia Plastica ed Estetica europee - cui si sono aggiunte quelle di Turchia e di Israele - per uniformare metodologie scientifiche e cliniche, e offrire ai pazienti di tutti i Paesi aderenti a tale accordo uguali garanzie. Questa intesa è lo Statuto dell’Easaps (European Association of Societies of Aesthetic Plastic Surgery) approvato nel Primo Congresso di questo organismo, conclusosi ieri nella capitale spagnola. Congresso al quale la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica - Sicpre, che è tra i membri fondatori dell’Easaps, ha portato un rilevante e riconosciuto contributo sia scientifico sia normativo.
Perché questo evento è importante? Intanto è stato preso un netto atteggiamento in difesa dei pazienti. Significativo il punto 2 dello Statuto, dove si legge che i membri dell’Easaps si impegnano a “Proteggere il pubblico da altre società o associazioni che non possiedono un’adeguata preparazione in chirurgia plastica estetica e che spesso nascondono questa mancanza di preparazione con la pubblicità”, poichè “E’ nostro dovere essere difensori e custodi della chirurgia plastica estetica a tutela del benessere di tutti i pazienti e del pubblico in genere”.
Inoltre cadranno alcune disparità anacronistiche. Finora, in uno stesso Paese, tutti i chirurghi plastici ed estetici iscritti alla Società scientifica di riferimento nazionale offrivano una certa omogeneità di tecniche e metodiche, un livello scientifico simile, stesse garanzie; però da una Nazione a un’altra, anche in ambito europeo, le cose potevano essere alquanto diverse, soprattutto in tema di metodiche e tutela dei pazienti. Grazie all’Easaps e allo Statuto che si è data, da oggi queste differenze, queste disparità cominciano a cadere.
“Il fatto che le società scientifiche di dodici nazioni europee e limitrofe si siano date delle regole comuni, abbiano sottoscritto gli stessi intenti e abbiano istituzionalizzato gli scambi reciproci all’interno di un organismo nuovo e sovranazionale, fa entrare la chirurgia plastica e ricostruttiva ed estetica del nostro continente in un’epoca nuova” dice il prof. Carlo D’Aniello, Presidente Sicpre.
“Possiamo dire che è nata l’Europa della chirurgia plastica ed estetica, per una miglior tutela dei pazienti”.
Un’Europa, tra l’altro, già allargata rispetto a quella dell’Unione. Infatti prima del congresso l’Easaps era composta solo dalle società nazionali di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica che l’avevano fondata: oltre all’italiana Sicpre, la francese Sofcep, la britannica Baaps, le tedesche Dgapc e Vdapc, la svizzera Sgprac e la spagnola Aecep. Adesso sono entrati anche non solo i portoghesi, rumeni, cechi, bulgari ma anche israeliani e turchi. La scienza precorre sempre la politica.
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La Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, società scientifica fondata nel 1936, è l'unica associazione di categoria riconosciuta dal Governo Italiano ed è parte integrante della Confederazione Internazionale delle Società di Chirurgia Plastica (Ispras) e di quella Europea (Espras).
Essa rappresenta l'Italia nell'ambito dell'Unione Europea delle Specialità Mediche (Uems) e del Board Europeo di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Ebopras).
La Sicpre raccoglie circa 1.000 iscritti, suddivisi in soci ordinari ed aderenti ed in essa sono rappresentate, con pari dignità, le componenti universitarie, ospedaliere e dei liberi professionisti.
I Congressi Nazionali rappresentano, quindi, la più qualificata sede di confronto ed aggiornamento sui temi più attuali della Chirurgia Plastica in Italia.
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